— No, torna in salotto. La festa continua.
Veronica tornò, barcollando sui tacchi alti. Seduta sul divano, sembrava cambiata: una farfalla vivace diventata una falena grigia.
Posai l’insalata sul tavolo.
— Bene, amici, continuiamo. Festeggiamo i 55 anni del mio amato marito.
Andrei si irrigidì, intuendo che qualcosa stava per accadere.
— Racconterò una storia… di quando io e Andrei ci siamo conosciuti trent’anni fa. Mi ha corteggiata, ci siamo sposati, è nato nostro figlio… Poi la malattia di sua madre, l’ipoteca, i sacrifici. Trenta anni insieme.
Mi fermai davanti a lui:
— Eppure, mio marito ha avuto una relazione di sei mesi con un’altra donna. E oggi l’ha portata qui, davanti a tutti.
Veronica scattò:
— Non sapevo… diceva che vi stavate separando…
— Separazione? — sorrisi freddamente. — E allora perché viviamo ancora insieme? Perché la scorsa settimana sceglievamo insieme la carta da parati?
Andrei cercò di parlare, ma lo fermai:
— Tutti qui hanno visto, tutti hanno sentito. Preparati a lasciare la casa. La tua scelta ha conseguenze.
I miei ospiti se ne andarono, lasciandoci soli. Respirai a fondo, sentendo per la prima volta leggerezza dopo trent’anni di pesi.
Più tardi arrivò Veronica, ignara che io sapessi tutto. L’osservai mentre entrava: elegante, sicura, pronta a trionfare.
— Chi è? — Andrei balbettò.
— Una collega, — risposi, mentre entrava nel salotto. — Nika.
Sorrisi freddamente, osservando come si rompeva la sua sicurezza: l’illusione stava crollando. La festa continuava, ma ormai niente sarebbe stato come prima.