«Mia sorella ha detto che il tuo appartamento deve essere venduto! È troppo affollato per lei, sua madre e suo figlio», mi ha detto sfacciatamente mia cognata.

— Ma sei impazzita? — esclamò Cristina, la voce dura. — Vivi in una casa grande e non vuoi aiutare la famiglia?

Anastasia rimase immobile. Poi sospirò, senza sorridere.

— Cinque minuti qui e già comandi? — chiese fredda.

Cristina gettò la giacca sulla scarpiera.

— Denis ha detto che stavate pensando di convivere… — borbottò. — Beh certo, tu vivi nel tuo paradiso mentre noi tre siamo stipati!

Anastasia sentì la rabbia crescere dentro di sé.

— Denis, cos’è questa storia? — chiese, rivolta al marito.

— Stavamo solo… parlando, un’idea… — balbettò lui.

— Idea di chi? — Anastasia incalzò.

Cristina sorrise di trionfo:

— Di tutti. Siamo una famiglia. Dobbiamo aiutarci.

Anastasia sentì la sua casa diventare straniera, invasa da mani che cercavano di prenderne una parte.

— Chi “noi”? — tagliò secca. — Non vi ho invitati.

Anche la suocera, Ludmila, entrò:

— Solo per poco, tesoro… è più spaziosa qui.

— Da noi non si respira — aggiunse Cristina — Dovresti venire a vedere.

Anastasia riempì il bollitore, e con il click della cucina sentì qualcosa dentro di sé scattare.

— Capisci cosa stai dicendo? — chiese.

— Certo — rispose Cristina, con un ghigno — sei sola in questo appartamento. Noi siamo famiglia. Dovresti aiutare.

— Aiutare come? — Anastasia appoggiò le mani sul tavolo. — Vendere la mia casa e decidere voi come spendere?

Denis alzò le mani:

— Calma, Cristina solo propone.

— Non propone, detta legge — rispose Anastasia, ferma. — Nessuno toccherà la mia casa.

Cristina sbuffò:

— Egoista. Avida. Meglio se Denis sposasse una donna normale.

Anastasia capì tutto. Avevano pianificato, compreso Denis.

— Così volete vivere con me? — chiese fredda.

— Sì — rispose Denis, a bassa voce, stanco.

E in quel momento Anastasia decise:

— Basta. Ho preparato il divorzio. Domani consegnerò i documenti.

Cristina e Denis rimasero senza parole.

— Vi siete scelti voi — disse Anastasia. — Vivete con chi vi sfrutta.

La porta si chiuse alle loro spalle. Silenzio. Pulito.

Anastasia controllò la casa: mobili, luce, aria… e se stessa.

Prese il telefono, scrisse:

«Lunedì: avvocato. Divorzio. Nuova vita.»

Accese il bollitore, si avvolse in una coperta, guardò fuori dalla finestra.

Per la prima volta dopo tanto tempo, respirò davvero.

Понравилась статья? Поделиться с друзьями:
Добавить комментарий

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: