Quando un padre notò che sua figlia era sempre più stanca e si addormentava spesso durante i pasti, pensò inizialmente allo stress e alla scuola. Ma qualcosa non tornava: parlava sempre meno, aveva lo sguardo spento e la luce della sua stanza restava accesa fino a tarda notte.
Alla domanda su cosa stesse succedendo, lei rispondeva sempre allo stesso modo: «Solo compiti».
Preoccupato, il padre decise di controllare discretamente le sue abitudini notturne. Una sera notò che la ragazza si alzava nel cuore della notte e lavorava a lungo alla scrivania, riempiendo quaderni che poi riponeva con cura in scatole diverse, ciascuna con un nome femminile.
Il giorno dopo le parlò con calma e le chiese la verità. La figlia raccontò di essere vittima di pressioni da parte di alcune compagne di classe, che la costringevano a fare i compiti al posto loro, minacciandola se si fosse rifiutata.
Il padre intervenne immediatamente, informando la scuola. La situazione fu risolta e le responsabilità chiarite. Da quel momento, la ragazza poté finalmente riposare serenamente e tornare a vivere la sua quotidianità senza paura.