Santiago aveva solo 11 anni quando scoprì che l’unica eredità lasciatagli dal nonno era un vecchio pozzo secco. I bambini dell’orfanotrofio San Vicente ridevano di lui, e la severa direttrice, la signora Remedios, lo trattava con crudeltà.
Dopo la morte dei genitori, Santiago viveva tra punizioni e spigoli freddi, ma stringendo i documenti del pozzo al petto, decise che non li avrebbe mai ceduti. Con l’aiuto della suora Teresa, unica persona compassionevole dell’orfanotrofio, scoprì che Remedios voleva impossessarsi dell’eredità.
Una notte, sotto la luna nuova, Santiago fuggì silenziosamente dall’orfanotrofio, portando con sé i documenti e i pochi oggetti preziosi che possedeva. Dopo ore di cammino tra le strade deserte del villaggio di San Cristóbal, raggiunse il terreno di famiglia.
Il pozzo era lì, circondato da erba alta e alberi selvatici. Per la prima volta dopo anni, Santiago si sentì davvero padrone di qualcosa. Ma presto notò tre uomini sospetti, armati di strumenti e documenti, che parlavano del suo destino come se fosse già perso.
Santiago capì che il pozzo non era solo una reliquia: custodiva un segreto, e solo lui poteva scoprirlo. Determinato, si preparò a proteggere la sua eredità e a trasformare un semplice pozzo secco in una nuova speranza.