«Mi dispiace, ma questo tavolo è solo per la famiglia», disse mia sorella, indicando una sedia pieghevole in un angolo della terrazza.
Rimasi immobile con il regalo tra le mani. Intorno a me brillavano candele, fiori bianchi e piatti eleganti. Nessuno degli invitati sapeva che ero stata io a pagare gran parte di quella festa.
Avrei potuto andarmene in silenzio. Invece sorrisi, presi il telefono e chiamai il responsabile dell’evento.
«Annulli il pagamento finale, per favore.»
Pochi minuti dopo, i camerieri iniziarono a portare via alcune decorazioni e la musica si fermò. Mia sorella mi guardò confusa.
«Che cosa sta succedendo?» chiese.
La guardai negli occhi e risposi con calma:
«Hai detto che non sono di famiglia. Allora non c’è motivo perché continui a pagare questa cena.»
Per la prima volta quella sera, non ebbe nulla da dire. Appoggiai il regalo sul tavolo e me ne andai, sentendomi finalmente libera.