La pioggia aveva lasciato la pietra di Roma scura e fredda, e Luca Bellini sedeva sui gradini del marciapiede come un uomo a cui fosse stato tolto tutto. Quella stessa mattina aveva perso il lavoro, i conti gli erano stati bloccati, e le persone che fino a ieri lo chiamavano “avvocato” ora gli passavano davanti fingendo di non riconoscerlo.
Poi una bambina scalza si fermò davanti a lui.
Portava un vestito beige strappato, stringeva tra le mani un piccolo pezzo di pane e glielo porse con quella delicatezza che appartiene solo ai bambini che conoscono troppo presto la fame.
— Prenda… io ne ho già mangiato un po’.
Luca si coprì la bocca, travolto dalla vergogna. Stava per rifiutare, poi vide il vecchio braccialetto al polso della bambina. Minuscolo, consumato, quasi cancellato dal tempo. Ma l’iniziale incisa sopra si leggeva ancora.
L.
Anni prima, quel braccialetto l’aveva comprato lui per Anna, la donna che amava, il giorno in cui lei gli aveva sussurrato di essere incinta. Le aveva detto sorridendo che, se fosse nata una bambina, avrebbe portato quel piccolo L finché lui non le avesse dato qualcosa di più bello.
Ma lui non le diede più nulla.
Poche settimane dopo, Anna sparì. La sua famiglia gli disse che era andata via con un altro uomo, che non voleva né lui né il bambino. Luca, ferito e troppo debole per lottare, finì per crederci.
Seduto su quei gradini bagnati, guardò il braccialetto e poi la piccola.
— Dove l’hai trovato?
— Era della mia mamma, rispose lei. Diceva che il mio papà viveva da qualche parte a Roma.
In quel momento il mondo gli si spezzò dentro.
Le chiese come si chiamava.
— Bianca.
Poi domandò il nome della madre.
Quando la bambina sussurrò “Anna Ricci”, Luca abbassò il capo come se la pioggia gli fosse entrata nelle ossa.
Bianca gli raccontò che sua madre era morta quattro giorni prima in una piccola stanza offerta da una parrocchia. Prima di andarsene le aveva detto solo questo: “Se vedi a Roma un uomo triste con i tuoi stessi occhi, dagli del pane prima di chiedergli il nome.”
Luca accompagnò la bambina fino a quella stanza. Sotto il cuscino, una suora gli consegnò una busta che Anna aveva lasciato per lui. Dentro c’era una lettera e, con essa, tutta la verità: Anna non se n’era mai andata per scelta. Era stata pagata per sparire dalla madre di Luca, mentre a lui era stata raccontata un’altra menzogna. Lei aveva cresciuto Bianca da sola, nella povertà, senza smettere di sperare che un giorno la verità sarebbe tornata.
Quella sera Luca non riottenne il suo lavoro, né la sua vecchia vita.
Ma su quei gradini freddi di Roma, una bambina che non aveva quasi nulla gli restituì ciò che aveva perso davvero:
sua figlia.