La Fotografia tra le Mani

Ogni martedì, la signora Teresa prendeva lo stesso autobus e scendeva davanti a una piccola chiesa nel centro della città. Portava sempre con sé una vecchia borsa marrone e, dentro, una fotografia ormai consumata dal tempo.

Nella foto c’era una bambina con due trecce e un sorriso luminoso.

Trent’anni prima, durante una festa di paese, Teresa aveva perso sua figlia di quattro anni. La folla, la confusione, un attimo di distrazione. La bambina sparì e nessuno riuscì più a trovarla. Da allora, Teresa non smise mai di cercarla.

Con il passare degli anni, le persone le consigliarono di arrendersi. Alcuni la guardavano con pietà, altri con tristezza. Ma ogni martedì lei tornava in quel quartiere con la stessa fotografia in mano.

Una sera d’autunno, mentre il cielo diventava grigio, una giovane donna la vide seduta su una panchina. Teresa stava osservando la fotografia e aveva gli occhi pieni di lacrime.

La ragazza si avvicinò.

«Posso vedere?» chiese con gentilezza.

Teresa le porse la foto.

La giovane la guardò a lungo. Poi impallidì.

Dal suo portafoglio estrasse una vecchia immagine che portava sempre con sé. Era una fotografia trovata tra le cose della donna che l’aveva cresciuta. Sul retro c’era scritto soltanto un nome: Sofia.

Le due fotografie erano identiche.

La ragazza alzò gli occhi. Aveva le lacrime che le tremavano sulle ciglia.

«Io… mi chiamo Sofia.»

Teresa rimase immobile. Le mani iniziarono a tremarle. Osservò il viso della giovane, i suoi occhi, il piccolo segno vicino al mento.

Lo stesso segno che aveva sua figlia.

Per un istante il mondo sembrò fermarsi.

Poi Teresa allungò una mano e sfiorò il volto della ragazza.

Sofia scoppiò a piangere e si inginocchiò davanti a lei.

L’anziana donna la strinse tra le braccia con una forza che non sapeva più di possedere.

Le persone passavano accanto a loro senza capire cosa stesse accadendo. Ma per quelle due donne il tempo aveva appena ricominciato a scorrere.

Il martedì successivo, Teresa non andò alla chiesa.

Rimase a casa.

Seduta vicino alla finestra, sorrideva mentre preparava due tazze di tè.

Per la prima volta dopo trent’anni, non stava aspettando qualcuno.

Sua figlia stava arrivando a trovarla.

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