Quando mio marito mi disse che aveva invitato la sua ex alla nostra festa per la nuova casa, aggiunse anche: «Se non ti sta bene, puoi andartene».
Quelle parole mi fecero più male dell’invito stesso.
Passai il pomeriggio a preparare la casa, sistemando piatti e decorazioni. Quando il campanello suonò, aprii la porta e vidi lei accanto a lui. Sorridevano entrambi.
In quel momento capii che da tempo ero l’unica a tenere in piedi il nostro matrimonio.
Li lasciai entrare senza dire una parola. Andai in camera, presi una piccola valigia e ci misi dentro alcune cose essenziali. Poi tornai in soggiorno.
«Dove vai?» mi chiese lui, sorpreso.
Lo guardai con calma e risposi: «Hai ragione. Se non riesco ad accettarlo, posso andarmene. E oggi scelgo di farlo».
Uscii di casa senza piangere. Per la prima volta dopo tanto tempo, mi sentii leggera. A volte la risposta più matura non è restare e sopportare, ma avere il coraggio di andarsene.