Marco arrivò al Grand Regent Hotel con sua figlia Emma addormentata sulla spalla e un mazzo enorme di rose rosse tra le mani.
Era il giorno del suo anniversario con Sofia. Aveva lavorato tutta la notte per pagarle una sorpresa: una cena, una camera elegante e una promessa che teneva nel cuore da anni.
Alla reception sorrise, stanco ma felice.
«Buonasera, ho una prenotazione a nome di Sofia Moretti.»
La receptionist controllò il computer, poi il suo volto cambiò.
«La signora Moretti è già arrivata, signore.»
Marco sospirò sollevato.
«Perfetto. Voglio farle una sorpresa.»
La donna esitò.
«Mi dispiace… non posso dirle la camera. È arrivata con un altro uomo.»
Marco rimase immobile.
In quel momento l’ascensore si aprì. Sofia uscì mano nella mano con un uomo elegante. Quando vide Marco, sbiancò.
«Marco… cosa ci fai qui?»
Lui guardò le rose, poi lei.
«Volevo chiederti di sposarmi.»
L’uomo accanto a Sofia si staccò subito dalla sua mano.
«Mi avevi detto che eri single.»
Sofia cercò di parlare, ma Emma si svegliò e, ancora assonnata, sussurrò:
«Mamma… hai dimenticato il mio bacio.»
Quelle parole bastarono.
L’uomo lasciò la chiave sul bancone e se ne andò senza voltarsi. Sofia iniziò a piangere, chiedendo perdono.
Marco posò lentamente le rose sulla reception.
«Tienile. Sono l’ultima cosa bella che riceverai da me.»
Poi prese Emma tra le braccia e uscì dall’hotel.
Un anno dopo tornò nello stesso posto, non più con il cuore spezzato, ma con sua figlia per mano e un contratto importante da firmare.
Aveva perso una donna falsa.
Ma aveva salvato la sua dignità.