Ogni pomeriggio, Sofia sistemava i suoi piccoli mazzi di fiori vicino all’ingresso della metropolitana. Aveva tredici anni e cercava di guadagnare qualche soldo per aiutare sua madre, che lavorava fino a tardi in una lavanderia.
Quel giorno faceva freddo e quasi nessuno si fermava.
Sofia continuava comunque a sorridere, anche se dentro di sé temeva di tornare a casa con tutti i fiori invenduti.
Poco prima del tramonto, una donna elegante si avvicinò al suo banchetto. Si chiamava Elena e, osservando la ragazza, rimase improvvisamente immobile.
Molti anni prima, anche lei aveva venduto fiori per strada. Suo padre era morto quando era ancora bambina e sua madre non riusciva a sostenere tutte le spese. Elena ricordava bene la stanchezza, il freddo e l’imbarazzo di chiedere agli sconosciuti di comprare un semplice bouquet.
Una sera, quando le erano rimasti dieci mazzi, un uomo li aveva acquistati tutti.
Elena gli aveva chiesto perché avesse bisogno di così tanti fiori.
Lui aveva risposto:
— Non servono a me. Servono a ricordarti che anche una giornata difficile può cambiare in un momento. Quando potrai, fai lo stesso per qualcun altro.
Quelle parole avevano accompagnato Elena per tutta la vita.
Con il tempo aveva studiato, trovato un buon lavoro e aperto una piccola azienda. Aveva sempre pensato di mantenere quella promessa, ma gli anni erano passati troppo velocemente.
Guardò i fiori davanti a Sofia.
— Quanti mazzi ti sono rimasti?
— Dodici, signora.
— Li compro tutti.
La ragazza la fissò incredula.
— Tutti? Ma cosa ne farà?
Elena pagò e prese i bouquet.
— Cercherò dodici persone che oggi hanno bisogno di un sorriso.
Entrò nella metropolitana e cominciò a distribuire i fiori. Ne diede uno a un’anziana seduta da sola, uno a un infermiere che tornava dal turno, uno a una giovane madre stanca e uno all’addetto alle pulizie che nessuno salutava mai.
Ogni volta riceveva in cambio uno sguardo sorpreso e un sorriso.
Quando rimase un solo mazzo, Elena tornò da Sofia.
— Questo è per te.
— Ma l’ha appena comprato da me.
— Lo so. Però nessuno dovrebbe vendere bellezza tutto il giorno senza riceverne almeno un po’.
Sofia strinse i fiori al petto.
Prima di andarsene, Elena aggiunse:
— Un giorno, quando la tua vita sarà più serena, ricorda questo momento e cambia anche tu la giornata di qualcuno.
Sofia annuì con gli occhi lucidi.
Elena si allontanò finalmente in pace. Dopo tanti anni, aveva mantenuto la promessa.
E in quel piccolo gesto, la gentilezza che un tempo aveva salvato lei aveva appena trovato una nuova persona pronta a portarla avanti.
Ha comprato tutti i suoi fiori per saldare un debito di gentilezza durato anni…