Un’anziana porta il cane alla stazione di polizia e denuncia che è diventato insolitamente allegro: gli agenti avviano un’indagine e scoprono qualcosa di strano 😱😱
Nella sala di guardia della stazione di polizia regnava la calma. Erano circa le dieci del mattino, quando entrò con passo deciso un’anziana signora di circa settant’anni, tenendo al guinzaglio un cane corpulento, dal pelo rossiccio. L’animale, scodinzolando, saltellava leggermente sul posto e appariva, per dirla tutta, troppo vivace.
— Buongiorno. Vorrei parlare con il vostro comandante — disse con calma la donna.
L’ufficiale di turno non capì subito.
— Signora, vuole sporgere denuncia?
— No. Voglio raccontare un segreto. Molto importante. Riguarda il mio cane. E, forse… qualcosa di più.
— Il cane? — ripeté l’ufficiale, guardando sorpreso l’animale, che nel frattempo cercava di mettere le zampe anteriori sul bancone, con la lingua penzoloni.
— Sì… vedete, lui è… come dire… troppo allegro, ultimamente.
— Signora… se c’è qualcosa che non va con il suo cane, c’è una clinica veterinaria proprio di fronte.
— No! — lo interruppe bruscamente. — Non capite. Vivo sola. Lo vedo ogni giorno. C’è qualcosa di diverso. Non è solo gioia di vivere: si comporta come se… come se fosse sotto effetto di sostanze!
L’ufficiale aggrottò le sopracciglia.
— Vuole dire che il suo… cane… assume sostanze proibite?
— Non lo so! Ma vi prego, fatelo controllare. Sento che c’è qualcosa dietro.
Seguì un momento di silenzio imbarazzato. Un giovane agente mormorò:
— Signore, forse dovremmo chiamare un medico… o i servizi sociali.
Ma il sergente anziano, uomo di grande esperienza e intuito, disse:
— Portatela in sala interrogatori. Parlerò io con lei.
Seduti uno di fronte all’altro, il cane continuava a saltellare come una molla.
— Quando ha iniziato a comportarsi così? — chiese il sergente.
— Circa una settimana fa. Prima era tranquillo, pigro… come ci si aspetta da un cane della sua età.
— Cosa gli dà da mangiare?
— Sempre lo stesso mangime, specifico per cani anziani, della marca “CanBest”. Una ciotola la mattina, una la sera. Acqua filtrata. Nessun osso, nessun biscotto. Passeggiamo due volte al giorno: al mattino nel parco vicino casa, la sera al lago.
— Il parco è sorvegliato?
— A volte. Il lago, mai.
— E dove compra il mangime?
— Sempre nello stesso negozio vicino casa. Ma l’ultimo sacco l’ho ordinato online: il corriere l’ha portato a casa. Stessa confezione, stesso sapore… ma due giorni dopo ha iniziato a comportarsi così.
Il sergente ordinò di mandare il mangime al laboratorio e di far visitare il cane da un veterinario.
Due giorni dopo arrivarono i risultati: nel mangime c’erano tracce di psicostimolanti sintetici, simili a sostanze proibite, mascherati da additivi liposolubili.
Il prodotto era davvero di una marca conosciuta, ma… la confezione era contraffatta.
Anche le analisi sul cane confermarono piccole dosi di queste sostanze nel sangue, spiegando il comportamento euforico.
L’indagine portò a un magazzino: sotto copertura di normali forniture per animali, venivano distribuite partite di mangime con microdosi di sostanze che creavano dipendenza negli animali, spingendo i padroni a comprare sempre lo stesso “marchio”.
Grazie alla segnalazione della donna, vennero scoperti altri 12 casi simili nella regione. Scattarono controlli in negozi, depositi e store online.
Il sergente la richiamò in stazione:
— Signora, forse ha salvato decine di famiglie. Grazie.
Le consegnò un attestato di riconoscimento. Il cane, seduto sotto il tavolo, era un po’ assonnato dopo la disintossicazione veterinaria.
— Spero torni pigro come prima — sorrise la donna.
— Se mai ci sarà di nuovo un problema… saremo qui. E il suo cane sarà sempre sotto la nostra protezione.