Un senzatetto vestito di stracci si presentò a un matrimonio: tutti lo guardarono con disgusto finché non prese il microfono e disse questo…
Il matrimonio si stava svolgendo secondo i piani: la sala era piena di luce, profumo di fiori e risate gioiose. La sposa splendeva nel suo abito bianco, lo sposo la fissava e gli invitati applaudivano. I musicisti suonavano dolcemente in sottofondo, i camerieri servivano da bere: tutto era come al solito.
E improvvisamente, l’idillio fu infranto da uno strano rumore all’ingresso. La porta si spalancò e uno strano uomo entrò nella sala. I suoi vestiti erano sporchi e strappati, il viso stanco, i capelli arruffati. Era chiaramente un senzatetto. In quell’atmosfera festosa, sembrava fuori posto, come se fosse entrato per caso. Gli invitati iniziarono subito a scambiarsi occhiate, alcuni sussultarono, le donne spinsero indietro le sedie e gli uomini aggrottarono la fronte con disappunto.
«Cosa ci fa qui?» sussurrarono gli ospiti ai tavoli.
«Chi lo ha fatto entrare?»
Lo sposo aggrottò la fronte, con un lampo di irritazione negli occhi. La sposa si bloccò, come se cercasse di capire cosa stesse succedendo.
L’uomo, ignorando gli sguardi di disapprovazione, si avvicinò con sicurezza ai musicisti e chiese loro il microfono. Il silenzio calò nella sala. Nessuno capì cosa stesse combinando quel monello. «Sta per iniziare a chiedere soldi», balenò nella mente degli ospiti.
«Non sono venuto qui oggi per cibo o soldi», disse con voce roca.
«Sono venuto per ringraziarvi.»
Tutti si scambiarono sguardi sorpresi. Il cipiglio dello sposo si fece più intenso e la sposa lo fissò.
«Questa donna», guardò la sposa, «devo chiamarla il mio angelo. Una volta, mentre giacevo per strada, esausto e senza speranza, fu lei a fermarsi. Non si voltò come gli altri. Mi portò del cibo, mi diede dell’acqua e, soprattutto, mi parlò come un essere umano. Poi, quella notte, avrei voluto togliermi la vita. Ma le sue parole… mi restituirono la voglia di vivere.
Nella sala calò il silenzio più assoluto. Persino gli ospiti più scettici ora lo guardavano con un’espressione diversa.
«Oggi la vedo felice», continuò l’uomo. «E voglio rivolgermi a te, sposo. Ricorda sempre: al tuo fianco c’è una donna forte e gentile. Sa vedere il cuore dove altri vedono solo la polvere. Abbi cura di lei. Amala. Perché persone così si trovano una volta nella vita.»
La sposa scoppiò a piangere. Lo sposo, sbalordito da ciò che aveva sentito, le strinse la mano e annuì solo, incapace di proferire parola.
Nella sala calò il silenzio, quel raro silenzio in cui ogni cuore trabocca di emozione.