Una donna anziana, che viveva con una pensione modesta, aveva trovato un piccolo modo per guadagnare qualcosa in più andando ogni mattina nel bosco a raccogliere funghi che poi vendeva al mercato o conservava per sé quel giorno il tempo era mite e il sole filtrava tra gli alberi dopo la pioggia i funghi crescevano abbondanti e l’aria profumava di muschio e di foglie bagnate la donna camminava lungo un
sentiero conosciuto pensando al marito che un tempo le aveva mostrato quei luoghi la cesta si riempiva velocemente e lei sentiva un po’ di serenità immersa nel silenzio del bosco ma presa dall’entusiasmo si spinse più in profondità verso un grande abete dove aveva notato un bellissimo fungo bianco fece un passo in avanti e all’improvviso il terreno cedette sotto i suoi piedi cadde per pochi metri finendo in una buca profonda l’impatto con il suolo umido le tolse il respiro per un attimo cercò di risalire ma le pareti di terra erano friabili scivolose e ogni radice a cui si aggrappava si spezzava il bosco intorno taceva poi qualcosa attirò la sua attenzione su una delle pareti dove la terra era più scura più compatta si avvicinò e vide qualcosa di chiaro che spuntava dal terreno all’inizio pensò fosse una pietra ma quando lo toccò con la punta delle dita capì che era un osso il cuore prese a batterle forte e continuando a scavare scoprì che non si trattava di un oggetto ma di un volto umano pallido immobile con resti di stoffa ancora visibili una camicia e un bottone arrugginito che le parve familiare la donna si ritrasse spaventata riconoscendo in quel volto il vicino di casa scomparso l’anno precedente che tutti pensavano fosse andato via in città a cercare fortuna comprese allora che era rimasto lì sotto la terra e che la buca si era formata proprio perché il terreno col tempo aveva ceduto sopra di lui rimase ferma incapace di muoversi o gridare mentre il bosco attorno tornava silenzioso come se nulla fosse accaduto 
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