Gli agenti di polizia erano stati chiamati per un presunto commercio illegale all’angolo della via principale e, arrivati sul posto, avevano trovato una donna anziana con una semplice cassetta di verdure. Con il suo maglione consumato e una gonna ormai scolorita, sembrava solo una nonna povera che cercava di guadagnare qualche moneta vendendo pomodori, carote e cetrioli. Quando uno dei poliziotti le chiese se sapesse che la vendita in strada era vietata, lei rispose con un sospiro che aveva bisogno di soldi per i medicinali del figlio malato e che nessuno li aiutava. Gli agenti, colpiti dalla sua fragilità, decisero di lasciar correre e le consigliarono soltanto di trovare un lavoro diverso, temendo che altri colleghi potessero essere meno comprensivi. Tuttavia, quando vollero comprarle qualche verdura per darle una mano, la donna si agitò subito, rifiutando con insistenza e cercando in tutti i modi di evitare che toccassero la merce. Insospettito dal suo comportamento, uno dei poliziotti prese un pomodoro e lo osservò da vicino: sulla buccia erano visibili minuscole punture, come se qualcosa fosse stato iniettato al suo interno, e le stesse tracce comparivano su tutte le altre verdure. Fu così che gli agenti la arrestarono immediatamente. L’indagine rivelò poi che, dietro l’immagine fragile di una nonna indifesa, la donna trasportava sostanze illegali prodotte dal figlio disabile, che rimaneva nascosto in casa mentre lei si occupava della distribuzione, confidando nel fatto che nessuno avrebbe sospettato di una signora dall’aspetto innocuo. Un caso che ricordò a tutti quanto facilmente il male possa celarsi dietro le apparenze più tranquille.
Gli agenti di polizia ebbero pietà della povera vecchia che vendeva illegalmente per strada; ma quando uno degli agenti si chinò per esaminare più da vicino la verdura, la donna fu immediatamente arrestata.