Non ho mai detto all’amante di mio marito che ero il famoso chirurgo plastico da cui aveva prenotato una visita. Non mi ha riconosciuto con la mascherina e il camice. Ha indicato una mia foto sul telefono e ha detto: “Voglio apparire migliore di questa strega con cui è sposato il mio ragazzo. Ringiovaniscimi così che lui la lasci finalmente”. Ho semplicemente sorriso dietro la mascherina e ho annuito. L’operazione è stata un capolavoro. Credeva di svegliarsi con un viso che mi avrebbe fatto piangere d’invidia. Ma quando le hanno tolto l’ultima benda, è impallidita. Ha urlato di orrore, lasciando cadere lo specchio a terra. Non l’avevo ringiovanita. Avevo usato il mio bisturi per scolpirla in una replica esatta e permanente di…

Capitolo 1: La Consulenza

«Voglio essere più bella di quella donna che mio marito chiama moglie.»

Le parole tagliarono l’aria sterile della clinica. Non sapeva che il viso che derideva era il mio, nascosto dietro la mascherina chirurgica. E presto, non avrebbe solo somigliato a quella donna… sarebbe diventata lei.

La Vance Institute a Beverly Hills era un tempio di marmo bianco, profumo di eucalipto e potere. Seduta dietro la scrivania, con il camice e la mascherina, ero Dr. Evelyn Vance, la “scultrice di stelle”. Per Chloe, la ragazza di ventidue anni dall’aria viziata, ero solo la chiave per la sua vanità.

Mostrò una foto sul telefono: ero io, senza trucco, stanca, tra le rose del mio giardino.

«Voglio che mio marito mi guardi e dimentichi lei», disse.

Il cuore mi batté forte. Richard. Mio marito. Colui che mi aveva detto “sei bella” poche ore prima.

Presi un respiro e sorrisi sotto la mascherina. «Posso realizzare un’opera d’arte», risposi.

Quando Chloe lasciò la stanza, con il suo sorriso predatorio, il mio piano era già chiaro.


Capitolo 2: Anestesia e Vendetta

Nel blocco operatorio, l’anestesia aveva già addormentato Chloe. La guardai: sembrava innocente, ma la sua innocenza era una minaccia.

Tracciai linee sul suo viso. Non il viso di una paziente, ma il mio. Il mio naso, il mio mento, le mie imperfezioni. Ogni incisione era un frammento della mia vendetta.

La sala operatoria era silenziosa. La mia mano tremò solo per un istante. Poi il ricordo della foto e della carta di credito di Richard mi diede forza.

«Si inizia», dissi.

Ore dopo, il lavoro era completo: ogni linea, ogni curva, ogni piccola imperfezione era mia.


Capitolo 3: La Rivelazione

Due settimane dopo, Chloe guardò il suo volto nello specchio.

«È perfetto?» chiese, eccitata.

Le risposi: «Hai ottenuto quello che volevi: cancellare chi ero.»

Rimosse le bende e vide… me. Lo stesso naso, gli stessi occhi, lo stesso mento.

«Che hai fatto?!» urlò, terrorizzata.

E io le mostrai il mio volto, finalmente libero dalla maschera.

Richard entrò con un mazzo di rose. Si fermò, pietrificato. Davanti a lui: due versioni della moglie che aveva tradito.

«Non puoi… non può essere…» balbettò.

«Volevi sostituirmi», dissi calma. «Ora hai la mia faccia. E tutto ciò che avrai da me è ciò che hai creato.»


Capitolo 4: Rinascita

Lasciai la clinica e il sole californiano mi accolse. Cambiai look, capelli platino, taglio corto, abiti audaci. Sei mesi dopo, a Parigi, sorseggiavo un caffè mentre guardavo la pioggia scorrere sulle vetrate.

Chloe si nascose dietro veli e occhiali, Richard beveva solo, ossessionato dalla sua scelta.

Un uomo si avvicinò: «Adoro il tuo stile, è unico.»

Sorrisi. «È un’edizione limitata. L’originale.»

Per un attimo, mi riflessi nello specchio curvo del cucchiaino: la vecchia Evelyn, stanca e sacrificata, mi guardava.

«Addio, vecchia amica», sussurrai. «Sei un problema di qualcun altro adesso.»

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